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Considerevoli prove scientifiche dimostrano la sicurezza dell'aspartame

Uno studio condotto in Italia che afferma che l'aspartame può essere legato ad un maggiore rischio di cancro nei ratti non è coerente con le numerose ricerche scientifiche esistenti sull'aspartame.

Quattro studi a lungo termine sulla cancerogenicità dell'aspartame, condotti in conformità con le normative internazionali vigenti, non hanno identificato alcun rapporto fra l'aspartame e qualsiasi forma di cancro. L'aspartame è utilizzato da centinaia di milioni di consumatori in tutto il mondo da oltre 20 anni. Con miliardi di anni-uomo di utilizzo sicuro, non esiste alcuna indicazione di un'associazione fra l'aspartame e il cancro nell'uomo.

L'aspartame è un semplice ingrediente alimentare ottenuto dall'unione di due amminoacidi, i componenti delle proteine, ampiamente presenti nel resto degli alimenti che mangiamo giornalmente. Gli amminoacidi sono presenti in tutti gli alimenti, tra cui uova, carne, pesce, cereali, frutta e persino nel latte materno. L'aspartame ingerito viene scomposto nel sistema digerente in quantità piccolissime di componenti alimentari comuni. Persino i consumatori frequenti di prodotti contenenti aspartame ottengono circa il 99% della loro assunzione alimentare giornaliera dei due amminoacidi nell'aspartame da altre fonti alimentari.

L'aspartame, approvato per la prima volta nel 1979 in Francia, è uno degli ingredienti alimentari sottoposto al maggior numero di test in senso assoluto, con oltre 200 studi scientifici che ne confermano la sicurezza. Oltre alle agenzie regolatorie di 134 Paesi, gli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e del Comitato Scientifico dell'Alimentazione Umana della Commissione Europea (SCF) hanno esaminato l'aspartame e hanno trovato che è sicuro.

In quanto l'aspartame fornisce il gusto dolce senza le calorie, può essere un utile contributo al controllo ponderale. Ad esempio, una bibita analcolica dolcificata con aspartame può contenere appena una caloria per porzione. Considerando che governi e medici sono sempre più preoccupati dal sovrappeso e dall'obesità, è inutile sollevare timori infondati su una scelta popolare che assiste nel controllo del consumo calorico. Soltanto in Europa, si calcola che ogni anno l'obesità provochi 70.000 nuovi casi di cancro.

I risultati delle ricerche condotte presso la Fondazione Ramazzini da lavori utilizzando un protocollo simile sono stati esaminati dal Cancer Assessment Committee della Food and Drug Administration che ha concluso che i dati riferiti "non sono attendibili" a causa di "una carenza di particolari critici. conclusioni istopatologiche discutibili, e l'uso di una nomenclatura insolita per descrivere i tumori."

È inoltre universalmente accettato che la ricerca scientifica dovrebbe essere esaminata da patologi indipendenti. Il National Toxicology Program (NTP) degli Stati Uniti ha stabilito linee guida per il processo di peer-review di patologi per fornire il consenso scientifico sulla validità delle conclusioni dello studio. Agli studiosi italiani è stato richiesto diversi mesi fa di presentare i loro risultati al processo di revisione peer-review del National Toxicology Program, ma non hanno risposto alla richiesta. I lavori condotti precedentemente presso la Fondazione Ramazzini non sono stati sottoposti a peer-review. La rivista 'Giornale Europeo di Oncologia' in cui sarà pubblicato lo studio non è una rivista scientifica indipendente, ma viene prodotta dall'Istituto Ramazzini stesso.

È inoltre importante osservare che le dosi di aspartame testate dagli Italiani erano sproporzionate ai tassi di consumo umani. Alcuni degli animali nello studio hanno ricevuto la quantità di aspartame equivalente a quella presente in 2.000 lattine di bibite analcoliche ogni giorno.

La Ajinomoto Company considera positiva la decisione dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che ha preso il posto del Comitato Scientifico dell'Alimentazione Umana della Commissione Europea (SCF), di condurre un esame obiettivo delle affermazioni della Fondazione Ramazzini.

14 luglio 2005